Quando pensiamo a sostanze velenose, immaginiamo scenari esotici: serpenti, funghi rari, laboratori misteriosi. Eppure, una delle tossine più potenti al mondo proviene da una pianta molto nota: il ricino.

E’ la pianta dai grandi semi lucidi da cui si ricava il famoso olio di ricino, usato da secoli. L’olio è sicuro, ma i semi contengono una proteina molto pericolosa: si tratta della ricina, responsabile della morte di madre e figlia dopo il pranzo di Natale in Molise. Ora si sospetta un duplice omicidio premeditato.

Tossina naturale

Si tratta di una tossina naturale: se entra nel corpo e raggiunge le cellule, le manda letteralmente “in cortocircuito”, impedendo loro di funzionare. Le cellule non riescono più a produrre le proteine necessarie alla vita e smettono di lavorare: per questo la ricina è così potente, anche in piccole quantità.

A seconda di come una persona entra in contatto con la ricina (ingerendola, respirandola oppure tramite ferite), può provocare una vasta serie di conseguenze: disturbi gastrointestinali, problemi respiratori, danni agli organi interni, fino alla morte, che può sopraggiungere dopo un’agonia prolungata. Non esiste, attualmente, un antidoto specifico e il trattamento medico – spiegano gli specialisti - si concentra sulla gestione dei sintomi e sul supporto delle funzioni vitali.