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Oltre all’enorme valore sportivo, trattandosi della massima competizione calcistica per nazionali della Fifa, qualificarsi ai Mondiali ha un grande peso dal punto di vista economico
C’è grande attesa per Bosnia Erzegovina-Italia, match finale del “Percorso A” dei playoff di qualificazione ai Mondiali 2026 di cui fanno parte gli azzurri: la compagine che riuscirà a prevalere questa sera allo Stadion Bilino Polje di Zenica, con orario di inizio fissato alle 20.45, staccherà il pass per partecipare alla massima competizione calcistica della Fifa in programma tra Stati Uniti, Canada e Messico dall'11 giugno al 19 luglio 2026.
Oltre all’enorme valore sportivo che ovviamente deriva dal fatto di tornare a competere in un torneo da cui manchiamo dall’ormai lontano 2014, bisogna tenere conto anche del “tesoretto” in palio stasera, una vera e propria boccata d’ossigeno per le casse della Figc che deriva dai premi Fifa ma anche dalle sponsorizzazioni, dai diritti tv e dal merchandising. Come spiegato su Qui Finanza, piuttosto che avere un impatto sui conti dello Stato a livello macroeconomico, essendo limitati i benefici che la partecipazione a un Mondiale ha dimostrato storicamente di avere sul Pil, è proprio la Federazione quella che riuscirebbe a registrare la spinta più forte.












