“Così è impossibile continuare”. Detto, fatto: Kate Marvel, una dei più importanti e autorevoli climatologi statunitensi, divulgatrice e autrice di spicco (Bollati Boringhieri ha appena pubblicato in Italia il suo Nove emozioni. La natura umana di fronte al pianeta che cambia, un saggio che integra l’elemento “emotivo” nel discorso sulla crisi climatica), lascia la Nasa sbattendo la porta, in aperta protesta contro le politiche (anti)scientifiche dell’amministrazione americana e gli attacchi al clima di Donald Trump. L’uscita di scena di Marvel arriva in un momento già di per sé molto delicato per l’agenzia spaziale, che mentre scatta il countodown per il lancio della storica missione Artemis II deve fare i conti con improvvise riallocazioni di budget (è di pochi giorni fa la notizia che il progetto della stazione lunare orbitante Gateway è stato sospeso in favore della costruzione di una base sul satellite), tagli ai finanziamenti per intere branche di ricerca e altre defezioni del personale. Che, tra l’altro, non riguardano solo la Nasa: l’addio di Marvel si aggiunge infatti a quello di oltre 10mila scienziati che, come recentemente certificato da Science, hanno perso o lasciato il loro lavoro dopo l’insediamento di Trump. Un esodo massiccio, che rappresenta il 14% del numero totale di Ph.D. impiegati nelle Stem (Science, Technology, Engineering and Math) e nel campo della salute alla fine della presidenza Biden.