Da quattro mesi gli Stati Uniti hanno smesso di essere il paradiso della scienza. L’amministrazione Trump ha chiuso progetti di ricerca, tagliato posti agli scienziati (specialmente giovani), sbarrato le porte a proposte di studi su temi sgraditi come cambiamento climatico, vaccini o malattie sessualmente trasmesse.
Molti ricercatori italiani (sono 15 mila secondo la stima della nostra ambasciata), soprattutto se arrivati da poco e privi di cittadinanza, rischiano non solo di perdere il lavoro, ma anche il diritto di vivere negli Stati Uniti.
L’idea di tornare in Italia, vagheggiata da parecchi, non è però una strada in discesa, a causa soprattutto della mancanza di cattedre o posti da ricercatore nelle nostre università.
L’incubo del licenziamento via mail
“Ogni mattina mi sveglio e mi chiedo se sarà arrivata la mail che annuncia il blocco dei finanziamenti per il mio progetto di ricerca”, racconta Manuela Girotto, laureata in ingegneria a Padova, esperta di monitoraggio da satellite del ciclo dell’acqua e docente a Berkeley.






