Il personaggio chiave di questa storia sembra uscito da un romanzo (invece è apparsa in un lungo articolo sul Time), è una scienziata, Denice Ross, Chief data scientist sotto l’amministrazione del presidente Joe Biden, ora consulente senior presso la Federation of American Scientists. Si deve a lei il salvataggio di dati ambientali e climatici fondamentali che rischiavano di essere rimossi o modificati. Facevano parte di un database federale archiviato presso il Climate and Economic Justice Screening Tool, dipartimento disattivato il giorno dopo l'insediamento di Donald Trump nel gennaio 2025. Ma quelle informazioni erano considerate dal team coordinato da Denice Ross di fondamentale importanza non solo perché fotografavano l’andamento storico delle temperature, dello scioglimento dei ghiacciai, dell’impatto dell’anidride carbonica e l’innalzamento del mare, ma servivano per calcolare la valutazione del rischio per le comunità esposte ai disastri climatici e capire come intervenire. Così le hanno copiate.
Gli Usa si ritirano dal trattato globale sul clima
A CURA DELLA REDAZIONE DI GREEN&BLUE
Team coordinati da scienziate
Si scopre così che appena 48 ore dopo la sua cancellazione, quel database è stato ripristinato grazie ai Public Environmental Data Partners (PEDP), una coalizione lanciata nel novembre 2024 appositamente per salvare i dati federali sul clima. Da oltre un anno più di una dozzina di gruppi collaborano in tutti gli Stati Uniti per salvare database ambientali e climatici. La maggior parte di questi team sono guidati da donne che lavorano dietro le quinte insieme ai volontari. Fanno tutti parte di una vasta rete che sta operando lontano dai riflettori dopo la vittoria elettorale di Trump uscito subito dall’Accordo di Parigi. Un unico obiettivo: mantenere attivi i database federali e renderli accessibili al pubblico. Il Time racconta che alcuni incontri sono avvenuti direttamente nello studio di Denice Ross. “Presto la stanza si riempì di piccoli quadrati di carta che riportavano in dettaglio tutte le informazioni che potevano essere a rischio e idee su come monitorarle e proteggerle da una possibile diluizione, o addirittura dalla loro rimozione dalla vista del pubblico”. Non solo hanno copiato i dati, ma hanno anche monitorato se i contenuti dei siti venivano modificati o rimossi. In pratica, un enorme backup che ha evitato che informazioni preziose andassero perse per sempre.






