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Ultimo aggiornamento: 11:42
Che sull’operazione di vendita di San Siro a Inter e Milan qualcosa non tornasse, se n’era accorto anche l’architetto Stefano Boeri. E aveva avvertito “in amicizia” il sindaco di Milano Giuseppe Sala. Constatando che il suo progetto di uno “stadio-bosco” non era stato apprezzato, aveva allertato il primo cittadino in una chat già nel 2019. Il messaggio di Boeri – che è indagato in altri filoni delle inchieste sull’urbanistica a Milano – è riportato nel decreto di perquisizione eseguito dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell‘indagine sulla cessione ai due club che vede indagate nove persone, compresi gli ex assessori Ada Lucia De Cesaris e Giancarlo Tancredi, entrambi con delega all’Urbanistica.
È il 10 settembre di sette anni fa. Boeri scrive a Sala, con cui è noto un legame di amicizia: “Attenzione che si crea un grave precedente di sostituzione di interessi privati e decisioni private ai criteri di informazione e scelta – del Comune – basati sull’interesse collettivo. Beppe per me il caso è chiuso, perdere concorsi è del tutto normale … ma ti segnalo che qui la cosa è diversa”, scriveva l’architetto al sindaco. Nessuno dei due, va precisato, risultato indagato.













