Un pool di "creativi" che, per dirla con le loro parole, definiscono "una bufala" l'avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse che ha portato alla vendita della grande area di San Siro.

Una procedura messa in campo dal Comune e da non abbandonare, "così il sindaco ne esce bene sul confronto con la città", e che ora è sotto inchiesta perché confezionata "sulle esigenze" di Inter e Milan, i club che hanno sborsato 197 milioni di euro al temine di un iter che già dal 2017 si sapeva quale direzione avrebbe preso: "assecondare in modo evidente lo scopo imprenditoriale" dei club e di alcuni del loro entourage, "così da rendere l'intera operazione fortemente connotata da una veste speculativa".

È l'ipotesi su cui lavora la Procura di Milano nell'indagine che ha portato la Gdf ad una serie di perquisizioni, anche negli uffici del Comune, e a sequestrare una serie di cellulari per verificare se i protagonisti dell'operazione - che in teoria ha portato 'ossigeno' nelle casse comunali - abbiano commesso i reati di turbativa d'asta e rivelazione d'ufficio. Reati per cui sono indagati gli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada Lucia De Cesaris, il dg di Palazzo Marino, Christian Malangone, l'ex responsabile del settore Rigenerazione urbana del Comune e allora responsabile unico del procedimento sullo stadio, Simona Collarini. Mentre sul fronte delle società calcistiche ci sono Mark Van Huukslot e Alessandro Antonello, rispettivamente ex manager ed ex ceo corporate del club nerazzurro con il loro consulente, che ha affiancato De Cesaris, Fabrizio Grena e il presidente di Sport Life City, controllata dalla società rossonera, Giuseppe Bonomi con la tecnica esterna Marta Spaini. Nomi emersi dal provvedimento con cui i pm Paolo Filippini, Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi, con il procuratore aggiunto Paolo Ielo, con l'autorizzazione del gip Roberto Crepaldi, hanno delegato la Gdf a recarsi nelle abitazioni dei nove indagati e pure nella sede della M-I Stadio. Secondo la ricostruzione, ci potrebbero essere stati "accordi informali e collusioni" tra dirigenti del Comune, manager e consulenti di Milan e Inter, per "turbare", ossia pilotare, tra il 2019 e il 2025, il "procedimento amministrativo diretto" alla vendita di San Siro.