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31 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 7:45
Le cronache di guerra – Gaza, Ucraina, Iran per citare le più note, ma si calcola siano all’incirca 60 i conflitti al mondo – che purtroppo si sono susseguite e si susseguono tuttora, ci raccontano delle migliaia di morti lasciati sul campo, o addirittura evaporati. Scene terribili, devastanti, che ci scuotono nel profondo.
Ma c’è un altro aspetto delle guerre che viene sempre tralasciato e che invece dovrebbe emergere per sottolineare ancor di più la follia dell’homo autodefinitosi “sapiens”. E questo aspetto è costituito dalla distruzione dell’ambiente, quello che oggi viene definito ecocidio. Il caso del passato forse più noto all’opinione pubblica è stato l’uso dell’agente arancio e del napalm sparsi dagli statunitensi sulle giungle del Vietnam per stanare i combattenti (da notare che l’uso di armi chimiche era vietato ma gli statunitensi dei divieti e delle leggi notoriamente se ne fregano): “Adoro l’odore del napalm la mattina presto” faceva pronunciare al recentemente scomparso Robert Duvall il regista Coppola in Apocalypse Now.






