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6 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 18:34
Quella in corso in Palestina non può ovviamente essere definita una guerra, dato che si tratta del massacro di un popolo indifeso da parte di una Potenza militare armata fino ai denti dall’Occidente, Italia compresa. Si tratta, quindi, di un genocidio. Eppure, c’è qualcosa che accomuna il principale, anche se non è certamente l’unico, responsabile di questo genocidio, il criminale primo ministro israeliano Netanyahu e il presidente ucraino Zelensky.
Innanzitutto il fatto di essere entrambi foraggiati, equipaggiati e diretti dall’Occidente, senza il quale i rispettivi apparati militari non sopravvivrebbero più di un mese. Poi quello che l’Occidente se ne avvale per condurre le proprie guerre per procura nell’ultimo disperato tentativo di mantenere il proprio controllo sul mondo. Da questo punto di vista, Israele è stata, fin dalla sua nascita, il caposaldo che ha consentito agli Stati Uniti e ai loro vassalli, a cominciare dall’Unione europea, di mantenere il controllo dell’area mediorientale. L’Ucraina è invece servita, dopo la fine dell’Unione Sovietica, come cavallo di Troia per espandere la Nato verso Est e mettere le mani adunche e vogliose del capitalismo occidentale sulle ingenti risorse della Russia, un progetto che doveva necessariamente portare allo scontro, specie una volta insediata a Mosca, con Putin, una leadership degna di questo nome.






