Non si è aperta solo la gara per le primarie. Un’altra competizione, con in palio un premio anche più ambito di Palazzo Chigi, è oggetto di conversazioni e ragionamenti nel centrosinistra. Si tratta di quella per la presidenza della Repubblica, ruolo che spetterà di fatto a chi vincerà le prossime elezioni politiche. Il mandato di Sergio Mattarella, infatti, scadrà il 3 febbraio 2029. Dunque, a meno che il presidente della Repubblica non decida di dimettersi prima (ma in ogni caso l’addio avverrà nella prossima legislatura), le elezioni per il suo successore si terranno circa due anni, mese più mese meno, dopo l’insediamento del nuovo Parlamento. Non occorre spiegare perché il ruolo sia tanto ambito.
E va detto che, nella seconda Repubblica, il centrosinistra è riuscito sempre a eleggere un candidato della propria area. Magari dopo lotte intestine che hanno bruciato questo o quel nome (vedi Romano Prodi o Pier Ferdinando Casini), ma alla fine l’uomo del Colle è sempre stato espressione di accordi all’interno del centrosinistra. Non si vuole rompere la tradizione. Per questo i movimenti sono già iniziati.
ELLY SCHLEIN, I SONDAGGI CHE LA FANNO TREMARE: NIENTE PIÙ PRIMARIE?
Contrordine. Le primarie per la scelta del candidato premier, si dice nel Pd, non sono più una buona idea. O perl...










