Ha trasformato il suo invecchiamento precoce in fame di vita e interessi. Ha respirato più di quanto si prevedesse e molto più di altri che definiamo "sani". Quelle frasi fatte o buoni propositi disattesi ogni giorno da una società - e non parliamo per forza solo di giovani - che vive del tutto e subito, del lamento e del vittimismo, del risultato senza sforzo, sono state il leitmotiv e l'antitesi di una vita intensa unica e piena, quella di Sammy Basso, il biologo molecolare nato a Schio e morto ad Asolo a ottobre 2024 a soli 28 anni, affetto da progeria, malattia rarissima. E il messaggio che ha lasciato è nel libro "Sammy - Una vita da abbracciare" scritto dai genitori Laura Lucchin e Amerigo Basso, con Chiara Pelizzoni, giornalista di Famiglia Cristiana (testata che a fine 2024 ha indicato Sammy e la famiglia, personaggi dell'anno).

Una biografia intensa, la storia di una coppia che si incontra, sogna e progetta un futuro e che viene travolta dal ciclone Sammy. Jovanotti nella prefazione scrive: "Sammy nella sua breve e infinita vita ci ha insegnato l'essenziale, che è vivere, un giorno alla volta, con gratitudine e coraggio".

«L'idea era quella di un libro in ricordo di Sammy, coinvolgendo le 12 persone a cui ha lasciato una lettera, raccontando la vita piena di esperienze che ha vissuto, i progetti portati avanti: nostro figlio voleva vedere come sarebbe andato avanti il mondo, dove sarebbe arrivata la ricerca. Come scrisse nella lettera letta al suo funerale, era preparato ma non pronto a questo passaggio, aveva ancora tanta voglia di vivere».