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Il Patriarca di Gerusalemme opera da 30 anni in Terra Santa e le sue posizioni sono state spesso contestate perché ritenute eccessivamente “filopalestinesi”
Il nome del cardinale Pierbattista Pizzaballa è tornato a riempire le cronache in queste ore a seguito di una controversia con lo Stato di Israele. Patriarca di Gerusalemme dei Latini, nato in provincia di Bergamo nel 1965, Pizzaballa è il punto di riferimento della cristianità in Terra Santa, dove opera da oltre 30 anni, tanto che è stato nominato 167esimo custode di Terra Santa e guardiano del Monte Sion. Durante i suoi dodici anni di mandato, si è distinto per la capacità di avviare restauri storici, come quello del Santo Sepolcro, coordinando intese difficili tra greci ortodossi e armeni. Nel 2016, Papa Francesco lo ha scelto come Amministratore Apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, incarico trasformato poi in quello di Patriarca nel 2020. Alla morte di Papa Francesco, il suo nome rientrava tra quello dei papabili e, anzi, le sue “quotazioni” erano tra le più alte lo scorso anno per succedere al Soglio di Pietro.
















