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Dopo essere stato respinto al Santo Sepolcro, il patriarca di Gerusalemme guida la supplica per la pace al Monte degli Ulivi

“Stiamo vivendo una situazione molto complicata”, “ci siamo riuniti perché vogliamo costruire la pace, la fratellanza”. Il patriarca di Gerusalemme - dopo essere stato bloccato stamattina dalla polizia israeliana mentre stava andando al Santo Sepolcro per la messa delle Palme insieme a padre Ielpo, Custode di Terra Santa, nel pomeriggio- dalla Basilica delle Nazioni, nel Getsemani, ai piedi del Monte degli Ulivi, ha guidato una speciale supplica per la riconciliazione e la pace.

All’inizio della celebrazione, il card. Pierbattista Pizzaballa ha sottolineato il momento particolarmente “complicato”. La celebrazione si è svolta senza pellegrini, unendo i fedeli di tutto il mondo nella preghiera per la pace. Il cardinale Pizzaballa guida il patriarcato di Gerusalemme dal 24 ottobre del 2020. Di recente, parlando del piano di pace di Trump per Gaza, il porporato non ha usato mezzi termini nel denunciare “l’operazione colonialista”. Intervenuto poi in un video collegamento con una fondazione, sempre di recente, ha sottolineato che “la manipolazione del nome di Dio per giustificare questa o qualsiasi altra guerra è il peccato più grave che possiamo commettere in questo tempo. Non ci sono nuove crociate e Dio non c’entra in tutto questo. Dio è tra coloro che stanno morendo, che stanno male, che soffrono”.