La Chiesa di Terra Santa non deve perdere fiducia e deve continuare nella sua missione, quella di essere "operatori di pace".
Lo ha ribadito il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, nell'omelia della messa a Nazareth, nel giorno in cui la Chiesa celebra l'Annunciazione.
"Le strade di Nazareth sono più quiete, l'eco dei passi dei pellegrini sembra quasi un ricordo, e il peso di questi mesi di guerra, di lutti e di divisioni grava pesantemente sui nostri cuori. Ancora una volta ci troviamo nella condizione di emergenza, che non ci consente aggregazioni numerose e celebrazioni festose", ha premesso Pizzaballa sottolineando che, nonostante "la situazione che viviamo, con le ferite aperte della guerra, le divisioni che lacerano il tessuto sociale, l'incertezza del domani", la Chiesa di Terra Santa "è chiamata a essere come Maria: un grembo che accoglie la vita nonostante tutto, un cuore che non si chiude nella paura, e che genera vita".
Bisogna quindi evitare la tentazione "di rispondere all'odio con l'odio, di disumanizzare chi ci sta di fronte". Occorre invece "trovare il tempo per ascoltare la paura dei nostri figli e la stanchezza dei nostri anziani" e "leggere nei segni dei tempi, anche quelli più drammatici, la chiamata a una conversione più profonda. Significa anche avere il coraggio di non chiudere il nostro cuore alla sfiducia, e continuare a credere nella possibilità di incontro con tutti in una terra devastata da così tanta violenza e divisioni".












