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Ultimo aggiornamento: 9:07

A Bressanone c’era un bosco. E non c’è più. La selva di pioppi ed ontani grigi si trovava sulla sponda destra del fiume Isarco. È stata abbattuta per far posto a capannoni industriali e parcheggi che occuperanno anche un’ampia area a prato. Nonostante i boschi ripariali siano tutelati da una legge provinciale del 2010 come habitat prioritari da proteggere secondo la direttiva habitat dell’Unione Europea.

“L’ultimo grande bosco golenale dell’intera Valle Isarco, con alberi alti fino a 40 metri, tronchi fino a 4,5 metri di circonferenza e un’età che raggiunge i 100 anni, stava già cadendo sotto le lame”, scrive il Wwf Trentino-Alto Adige/Sudtirol. Un’area nella quale sono state identificate 66 specie vegetali, alcune delle quali inserite nell’elenco delle “Piante protette” dalla Ripartizione Natura e Paesaggio della Provincia Autonoma di Bolzano”. Un “polmone verde” all’interno della zona industriale e di un fondovalle nel quale l’antropizzazione continua a crescere.

Ma forse non tutto è perduto. “Insieme all’associazione Artenschutzzentrum St. Georgen, siamo ricorsi al Tar, che ha fermato i lavori in attesa dell’udienza del 7 aprile”, anticipa Luigi Mariotti, del Wwf Bolzano a ilfattoquotidiano.it.