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Ultimo aggiornamento: 7:58
Periferia nord ovest di Bologna, tra centro storico e aeroporto. Oltre ai palazzi c’è una zona di 73 ettari, principalmente a verde. In cui sono presenti alberi ad alto fusto tra i quali querce secolari, aceri, robinie, ailanti, olmi, pioppi e arbusteti di prugnoli, biancospini, rusticani e ornielli. Area “destinata ad essere rasa al suolo per lasciare spazio ad un progetto di lottizzazione che prevede edilizia privata, pubblica e cementificazione indiscriminata”, scrive in una lettera aperta al Comune il Comitato Bertalia- Lazzaretto, che raggruppa persone della zona e del quartiere Navile.
“Una nuova comunità residenziale ecosostenibile”, si legge nella sezione Piano per l’abitare nel portale del Comune. Aggiungendo che “A dicembre 2023 è stato messo a bando un concorso di progettazione per realizzare circa 236 alloggi, di cui circa 119 per un nuovo studentato pubblico. Alla fine dei lavori, l’area potrà così ospitare circa 700 persone, fra cui 180 studenti e studentesse”. Il costo stimato per la realizzazione ammonta a circa 55 milioni di euro, interamente finanziati con risorse comunali.
Punti di vista diametralmente opposti. Da un lato l’amministrazione comunale del sindaco dem Matteo Lepore. Dall’altro i cittadini che abitano la zona Bertalia-Lazzaretto, nel quartiere Pescarola, sulla quale esiste il progetto. Che prevede, in base al Piano Operativo Comunale con valore ed effetti di Piano Urbanistico Attuativo, l’edificazione di 158.796 metri quadrati di superficie utile, dei quali 94.123 mq destinati a residenziale privato. Un intervento che costituisce parte di un progetto urbanistico più ampio e articolato. Con una previsione edificatoria di oltre 203 mila mq di superficie utile. Un volume realizzato all’incirca per il 50%. Quel su cui si discute ora è l’altra metà.






