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La direttiva Ue sull'anticorruzione mette nel mirino pure la casta giudiziaria, finora uscita quasi indenne
E se il tanto agognato ritorno dell'abuso d'ufficio fosse un boomerang per i magistrati? L'altro giorno al Parlamento europeo è stata approvata a larghissima maggioranza la direttive Ue Anticorruzione. Una lettura frettolosa e ideologica da parte di Pd e M5s ha portato a una sentenza a loro dire inappellabile: "L'Italia deve introdurre di nuovo l'abuso d'ufficio", ovvero il tragicomico "reato spia" cancellato con la legge 114 del 2024 dopo una serie sterminata di modifiche raffazzonate in corsa (anche dal governo di Romano Prodi nel 1996...) diventato l'incubo di qualsiasi amministratore.
Secondo l'europarlamentare Fdi Nicola Procaccini e il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami "la direttiva dà ragione al governo e boccia le opposizioni che su questo hanno cercato di imbastire l'ennesima polemica sul nulla". Secondo la maggioranza, infatti, non c'è alcun obbligo di reintroduzione del reato di abuso d'ufficio, ma si lascia all'Italia e agli Stati membri ampio margine di discrezionalità nella definizione delle condotte illecite da punire nell'esercizio delle funzioni pubbliche.







