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Ultimo aggiornamento: 7:03
La Direttiva europea anticorruzione, proposta dalla Commissione europea nel maggio del 2023 dopo lo scandalo Qatargate, è stata approvata dal Parlamento di Bruxelles lo scorso 26 marzo. L’adozione del provvedimento vincolante ha avuto grande eco in Italia, meno in Spagna dove l’abuso di potere mai è stato messo in discussione ed è lì ben tipificato nel Codice penale. Ripercorriamo brevemente alcuni passaggi.
L’Italia ha depenalizzato l’abuso d’ufficio con la nota Riforma Nordio pubblicata in Gazzetta Ufficiale nell’agosto del 2024, ossia quando da almeno un anno il governo Meloni aveva contezza del progetto di adozione di un atto giuridico europeo teso a contrastare la corruzione.
Per evitare di dover giustificare una clamorosa retromarcia, la destra italiana ha fatto pressione sulle istituzioni europee provando a giocare con le parole. Una prima versione del testo prevedeva il reato di “Abuso di funzioni” poi divenuto, all’articolo 7, “Esercizio illecito di funzioni pubbliche”, con facoltà di limitazione per gli Stati membri dell’applicazione della disposizione a determinate categorie di pubblici funzionari.
















