Sui tappeti rossi e in passerella gli uomini rilanciano i modelli più desiderati. Sophie Jordan di Mytheresa: “Le vendite registrano una crescita a tre cifre”
di Serena Tibaldi
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In principio fu il borsello, uno degli accessori più brutti di sempre. Però era pratico, e soprattutto era una delle pochissime borse “da uomo”: chi voleva avere le mani libere e portare con sé quello che gli serviva per la giornata, doveva adattarsi. Anche perché le opzioni nel tempo sono state limitate: oltre alla classica ventiquattrore, chic ma scomoda, è arrivato lo zaino, casual e un po’ troppo da giovani. Stesso discorso per la cartella da tenere a tracolla. Per non parlare del marsupio, rischiosissimo: non è un caso che Giorgio Panariello ci abbia costruito sui uno dei personaggi più riusciti, il pr della discoteca Chiticaca di Orbetello.
Tutto è cambiato quando gli uomini hanno capito che, invece di aspettare l’invenzione di qualche nuovo accessorio che rispondesse alle loro esigenze, potevano utilizzare le borse da donna. Prima si sono limitati ai modelli più semplici, come la mezzaluna di nylon di Uniqlo, vendutissima, e poi via via si sono allargati ai pezzi più prestigiosi e costosi. Questo sistema va avanti da anni, ma negli ultimi mesi si è trasformato in un fenomeno di costume rilevante anche a livello economico.






