SAN DONÀ DI PIAVE (VENEZIA) - Nuovo capitolo della dolorosa vicenda del processo per le violenze e i maltrattamenti subiti da alcuni ospiti della casa di riposo "Monumento ai Caduti" di San Donà. La sentenza d'Assise d'appello emessa a metà ottobre ha confermato la sentenza di primo grado nell'impianto ma ha aumentato la pena per due operatori socio sanitari riconoscendoli responsabili per la morte di un'anziana in conseguenza dei maltrattamenti subiti.

Ora i tre figli della donna hanno depositato presso la cancelleria del Tribunale civile di Venezia l'atto di citazione nei confronti della struttura, ritenendola responsabile della mancata vigilanza sui suoi dipendenti "infedeli". I parenti della vittima, che fu sottoposta ad ogni genere di sevizie, si sono mossi con l'avvocato Riccardo Casarin avanzando richieste risarcitorie importanti proprio per l'entità dei maltrattamenti subiti dalla poveretta, muovendosi sulla base delle motivazioni della sentenza di secondo grado. Alcuni altri si stanno muovendo su binari paralleli e la prima udienza dovrebbe svolgersi il prossimo settembre. Questo perché il risarcimento stabilito in sede penale (750mila euro di provvisionale) raramente si concretizza alla prova dei fatti.