SAN DONÀ - La morte di un’anziana ospite della casa di riposo “Monumento ai caduti di guerra”, di San Donà, avvenuta nel febbraio del 2023, fu l’esito delle violenze e dei maltrattamenti a cui la donna era stata in precedenza sottoposta da parte di due operatori socio sanitari in servizio nella struttura.
La Corte d’assise d’appello di Venezia ha ribaltato la sentenza emessa in primo grado dal gip in relazione a quell'episodio, riconoscendo la responsabilità di Fabio Danieli, 49 anni, e Maria Grazia Badalamenti 64 anni, entrambi di San Donà, ai quali è stata aumentata la pena: nove anni e sei mesi al primo, otto anni e sei mesi alla seconda, a fronte della precedente condanna rispettivamente a sei e cinque anni.
Per il resto, la sentenza di primo grado è stata sostanzialmente confermata. Innanzitutto la condanna ad otto anni di carcere inflitta a Davide Barresi, 56 anni, originario della provincia di Catania, l’unico degli imputati a cui sono state contestate, oltre ai maltrattamenti, anche le violenze sessuale ai danni di otto anziane ospiti. Ridotta di quattro mesi, invece, la pena inflitta alle sandonatesi Anna Pollazzon, 64 ani, e Margie Rosiglioni, 68 anni, alle quali sono state riconosciute le circostanze attenuanti generiche prevalenti: due anni di reclusione ciascuna. La Procura, rappresentata dal pm Andrea Petroni, aveva ricostruito i maltrattamenti subiti dagli ospiti della casa di riposo inquadrandoli tra il 2019 e il marzo del 2023, quando fu eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in base alla quale i principali indagati finirono in carcere: la Corte ha invece ristretto il periodo, facendolo partire dal gennaio del 2022 per Danieli, dal novembre del 2022 per Badalamenti, Pollazzon e Rosiglioni. Gli imputati dovranno pagare i risarcimenti definiti dalla sentenza di primo grado, nonché rifondere oltre 50mila euro di spese legali alle parti civili costituite contro di loro al processo.






