CINTO CAOMAGGIORE (VENEZIA) - Assunta da una società che gestisce infermieri e operatori socio sanitari, era stata destinata alle residenze per anziani della Sereni Orizzonti come infermiera esterna, cioè non alle dipendenze dirette della struttura. Dopo un periodo nella sede di Torre di Mosto, era stata spostata a Cinto Caomaggiore, dove le era stata assegnata anche una stanza per il pernottamento. Teresa Coletta, 55 anni, pugliese di San Donato di Lecce, si è ritrovata a difendersi da un’accusa grave quanto odiosa: furto aggravato ai danni di anziani ospiti, di medici o di operatrici sociosanitarie. Denaro, ma anche monili in oro sottratti a persone inferme che non avrebbero avuto la possibilità di difendersi e che nel corso del processo sono venute a mancare. Il dibattimento processuale ha ricostruito oltre una decina di episodi. Difesa dall’avvocato Fabrizio Mangia, in aula sempre rappresentato dal collega pordenonese Gianpaolo Bagnariol, ieri l’infermiera è stata condannata dal giudice monocratico Carola Basile a 4 anni e 6 mesi di reclusione, oltre a duemila euro di multa.
Le contestazioni risalgono al 2022. Tra la primavera e l’autunno si era verificata una serie di furti che aveva messo in allarme la direzione di Sereni Orizzonti. A Torre di Mosto, durante la consegna dei pasti, erano spariti 50 euro da una borsetta. Tutti gli altri episodi si sono verificati a Cinto Caomaggiore. Aveva oltre 90 anni l’anziana a cui sono spariti la fede e un paio di orecchini. Un paio di orecchini d’oro erano spariti anche dall’ufficio della direttrice, la quale li aveva avuti in affidamento da un’anziana ospite non autosufficiente. Si erano poi registrati una serie di furti di portafogli. In due occasioni le vittime erano medici che avevano lasciato la borsa in ambulatorio: 500 euro in un caso, 100 euro nell’altro. Anche un’ospite aveva denunciato due furti di denaro: 117 e 17 euro.






