PORDENONE - La Cassazione mette fine a un contenzioso tra l'Azienda sanitaria Friuli Occidentale e i figli di un 79enne morto dopo una caduta nei bagni dell'ospedale di San Vito al Tagliamento. Servizi igienici dove il paziente era andato solo, senza l'aiuto del personale infermieristico, durante il suo ricovero. Era l'estate del 2013. La richiesta di risarcimento era stata accolta sia dal Tribunale civile di Pordenone sia dalla Corte d'appello di Trieste: ai figli, come stabilito dal giudice di primo grado, spettavano complessivi 555mila euro. È il 2020. La cifra sale a 677mila euro per effetto delle rivalutazioni, a cui si aggiungono 11.500 euro per la rifusione delle spese legali per l'accertamento tecnico preventivo e 40mila per le spese legali della causa risarcitoria. Le successive impugnazioni da parte dell'Azienda sanitaria hanno prodotto ulteriori spese legali: 32mila circa per l'appello in Corte a Trieste e complessive 25mila per il ricorso in Cassazione. Il terzo grado di giudizio adesso mette fine al contenzioso.

La causa è stata promossa dall'avvocato Antonio Malattia dopo l'avvio, nel 2017, di un accertamento tecnico preventivo. La consulenza tecnica affidata al dottor Viezzer riconduce il decesso dell'anziano a un errore diagnostico-terapeutico dei sanitari, consistito in «un ritardo di diagnosi e di esame clinico obiettivo». Nella caduta si era fratturato tre costole. Le richieste di risarcimento in sede stragiudiziale cadranno nel vuoto e il legale nel 2018 avvia una causa civile davanti al Tribunale di Pordenone. In quella sede il giudice Francesco Petrucco Toffolo nomina un nuovo consulente tecnico d'ufficio, la dottoressa Alessia Viero, che riconduce il decesso al mancato posizionamento di un tubo di drenaggio toracico, circostanza che ha poi creato le complicanze e il versamento che hanno determinato il decesso del paziente. La responsabilità dell'Azienda viene accertata in primo grado. Il giudice, nelle sue conclusioni, ha tenuto conto che le condizioni di salute del 79enne, precedentemente colpito da un ictus, erano precarie ed ha valutato le aspettative di vita nel calcolare l'entità del danno.