PADOVA - La morte per choc settico di un pensionato padovano di 81 anni, è costato all’Azienda ospedaliera oltre 462 mila euro di risarcimenti danni ai parenti. Così ha deciso il giudice del Tribunale civile Nicoletta Lolli, a seguito della causa intentata dai familiari dell’anziano difesi dall’avvocato Francesco Carrara. I

Il calvario dell’81enne è iniziato il 23 luglio del 2019, quando è stato ricoverato nell’Unità operativa di Cardiologia per una importante stenosi valvolare mitralica. In quel momento il pensionato era affetto da numerose patologie e il giorno successivo è stato sottoposto al primo esame al cuore. Ventiquattro ore più tardi anche a un ecocardiogramma transesofageo, poi il 27 di luglio a una colonscopia e il 4 agosto a un ecocolordoppler.

Il 21 agosto è stato poi trasferito nel reparto di Cardiochirurgia e il 26 è stato sottoposto a un intervento di rivascolarizzazione miocardica mediante bypass e di sostituzione della valvola mitralica con una bioprotesi.

Il decorso ospedaliero però non è stato dei migliori perché i medici sono stati costretti, a causa di una ischemia, a un intervento di ricanalizzazione dell’arteria.

Superato anche questo scoglio l’anziano appariva in netta ripresa, fino al 5 di settembre quando ha contratto un’infezione del sangue causata dal batterio Klebsiella multi resistente. A questo punto, visto la gravità della situazione, i medici hanno deciso per l’isolamento del paziente e hanno iniziato la cura a base di antibiotici. Ma l’anziano è stato sottoposto ad accertamenti radiologici e la sua condizione polmonare, già non al meglio, si è ulteriormente aggravata.