Quel tumore poteva essere diagnosticato anni prima. E il paziente avrebbe anche potuto salvarsi. Per questo la casa di cura Mater Dei dovrà risarcire i parenti di Giuliano Salcito con 670 mila euro. Nel novembre del 2011, Salcito viene ricoverato nella clinica di via Bertoloni per un intervento chirurgico per l’asportazione delle emorroidi e di un’ernia inguinale bilaterale. Il paziente (che nel 1996 aveva già avuto un adenocarcinoma al polmone) viene sottoposto a diversi esami, tra cui una Tac addominale e una risonanza, che evidenziano un «ispessimento dell’ileo terminale e una neoformazione linfonodale». Risultati che restano inspiegabilmente lettera morta, senza che nessun medico decida di approfondire.
Morto per un tumore che poteva essere diagnosticato in tempo, ai familiari un risarcimento di 670 mila euro
Gli esami condotti nel 2011 sul paziente, morto poi nel 2016, evidenziavano già una lesione che nessun medico della Mater Dei ha approfondito






