DOLO - Il primo ricovero in pronto soccorso, a Mirano, risale al gennaio del 2022. Ad aprile dello stesso anno, all'ospedale di Dolo, si è spenta in un letto del reparto di Nefrologia. Nel corso di cinque mesi ha subito visite, ricoveri e trattamenti di diverso genere che, però, non avrebbero sortito l'effetto sperato e, anzi, a un certo punto avrebbero causato un crollo nel fisico dell'anziana, già pesantemente debilitato. A stabilirlo, sentito il parere dei consulenti tecnici d'ufficio, il tribunale di Venezia, che infatti ha condannato l'Ulss 3 a risarcire i famigliari della donna per la sua morte: 700 mila euro, divisi tra i due figli e i tre nipoti.

Al centro della vicenda una 89enne originaria di Mira, che il 27 gennaio di quattro anni fa era stata curata e poi dimessa a Mirano per un caso di fibrillazione atriale con stenosi valvolare aortica; il 9 febbraio il secondo ricovero, in codice rosso, per uno scompenso cardiaco e un'insufficienza respiratoria: resta in ospedale a Dolo fino al 3 marzo, e prima di quella data viene anche operata. L'anziana si ripresenta al pronto soccorso dolese il 22 aprile e viene rimandata a casa il 6 maggio; il 22 dello stesso mese il decesso in ospedale.