SACILE (PORDENONE) - Una sentenza che rischia di avere importanti ricadute anche a livello nazionale, quella pronunciata il 25 settembre scorso al Tribunale di Pordenone e che riguarda da vicino Sacile e la sua Casa di riposo. Un percorso giudiziario, quello avviato ormai nel lontano 2016, che ha visto il giudice ribadire il concetto che, nel caso dei malati di Alzheimer, la retta della casa di riposo non può essere a carico loro o della famiglia, quando le prestazioni sanitarie diventino prevalenti su quelle di natura assistenziale. In altre parole, quando si deve intervenire con maggior incidenza per la malattia piuttosto che per il nudo sostegno, da ospite la persona diventa paziente e tutto il costo dev'essere a carico del servizio sanitario pubblico.
Il caso giunto a sentenza vedeva opposto il Comune di Sacile a una donna che aveva smesso di pagare la retta della casa di risposo cittadina che ospitava l'anziana madre. Oggi l'amministrazione sacilese non intende arrendersi alla sentenza avversa e anzi ha deciso di costituirsi in giudizio davanti alla Corte d'Appello di Trieste, evidentemente nell'idea di poter ribaltare l'esito della disputa. Per ora però il pronunciamento del giudice impone al Comune di restituire alla controparte circa 9mila euro di rette a suo tempo pagate. A sua volta l'amministrazione potrà poi rivalersi su Asfo. Situazioni che di fatto innescano una concatenazione di eventi.






