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27 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 6:03

di Massimiliano Di Fede

Il verdetto delle urne del 22 e 23 marzo non ha solo bocciato una riforma della giustizia: ha respinto un metodo. Con il 54% dei No, gli italiani hanno percepito che dietro la “separazione delle carriere” e l’istituzione dell’Alta Corte Disciplinare non c’era un desiderio di efficienza, ma un’eco lontana e inquietante. Quella di un potere esecutivo che, per natura ideologica e storia politica, fatica a tollerare un ordine giudiziario autonomo e indipendente.