Dopo il referendum "occorre riannodare i fili" perché "i problemi della giustizia ci sono e richiedono delle risposte". Problemi che vanno "affrontati con spirito di confronto e dialogo, non con la contrapposizione". E' quanto auspica il presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso, nel corso della relazione annuale sull'attività svolta nel 2025.

Parlando davanti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e alle più alte cariche istituzionali, il numero uno della Consulta ha ripercorso il lavoro svolto negli 12 mesi. Anche in tema di leggi di revisione della Carta, la Corte, "in linea di continuità con la propria giurisprudenza - ha sottolineato Amoroso - ha ribadito l'esistenza di princìpi 'fondamentali' o 'supremi' della nostra Costituzione" che "non possono essere sovvertiti o modificati nel loro contenuto essenziale" neppure da "leggi di revisione costituzionale o da altre leggi costituzionali".

Amoroso ha fatto riferimento anche alle pronunce 'monito' con cui si "realizza" il dialogo tra la Corte e il legislatore che "è sollecitato ad intervenire in una determinata materia per regolarne aspetti dove emergano criticità rilevanti come possibili violazioni dei parametri costituzionali". Per l'alto magistrato, "tuttavia, non sempre il monito è seguito da una legge del Parlamento che elimini il rilevato vizio di illegittimità costituzionale".