Roma, 26 mar. (askanews) – In qualche modo, anche quello nel super panoramico salone Belvedere, al quinto piano del Palazzo della Consulta, è un altro day after: prima uscita pubblica, dopo il referendum costituzionale e la lunga scia di conseguenze politiche che si sono abbattute sul governo e sulla maggioranza, dei presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano che molto, invano, si è speso per il Sì al referendum. Tutti nel salone, accanto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ad ascoltare la relazione annuale del presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso.

Ma non è solo per questo che l’appuntamento, seguito da conferenza stampa fitta di domande, anche sul referendum, per il presidente Amoroso, si può considerare un day after: è che la Consulta, organo di rango costituzionale, tramite il suo presidente, tira un po’ le somme – sempre con sobrietà istituzionale e senza considerazioni di parte – di quello che è accaduto nelle ultime settimane. Dopo le tensioni che hanno scosso e contrapposto i poteri dello Stato ora c’è la necessità, quasi l’urgenza, di “riannodare i fili di qualcosa che si è spezzato durante la campagna referendaria” che “è stata vivace e anche con toni eccedenti rispetto al contenuto del referendum”. Perchè, sottolinea Amoroso, “i problemi della giustizia ci sono e richiedono risposte”, il Paese ne ha bisogno.