Buongiorno direttore, è finita, l'ennesimo tentativo di fare una riforma importante naufraga in una marea di no. Vince l'immobilismo, lo status quo, la retorica della "più bella Costituzione del mondo" , scritta ormai quasi cento anni fa, scritta da uomini, scritta in un momento particolare della storia del nostro Paese. Comunque uomini, poi, si sa, più passa il tempo e più diventa vero il detto: "Sono sempre i migliori che se ne vanno". O forse i migliori sono sempre quelli che non ci sono più.
Comunque vorrei farle due domande:
1 - È giusto che i morti decidano per i vivi? Non hanno forse, i vivi, il diritto di decidere loro come vivere?
2 - Visto che i si hanno sbancato nelle regioni che producono buona parte della ricchezza del paese, quella vera intendo, quella che serve per fare girare il Paese, quella spesso disprezzata da chi sembra vivere di illusioni, non crede che si riproponga tutto intero e in tutta la sua valenza, il problema dell'autonomia?
Diego Parolo














