BELLUNO - Trasporto pubblico puntuale, pagamento in ritardo. Della serie, a volte le sorti si capovolgono. Solo che il ribaltamento rischia di diventare un macigno per Dolomiti Bus. Perché ballano all'incirca 9 milioni di euro. E con l'aria che tira – soprattutto con i prezzi del carburante diventati nel giro di pochi giorni da gioielleria – bastano cifre ben più ridotte, anche con uno zero in meno, a mandare in crisi un'azienda. Il problema è quello del trasporto olimpico. Le navette spettatori per Cortina hanno smesso di funzionare già da qualche settimana, visto che i Giochi si sono chiusi e il braciere olimpico (e anche quello paralimpico) è spento. Prima hanno girato su e giù per un mese abbondante. Cento autobus hanno fatto la spola dai parcheggi scambiatori alle venue di gara per tutta la durata delle Olimpiadi e poi anche delle Paralimpiadi. Senza contare il potenziamento della linea 30 (la Calalzo-Cortina), che è stata trasformata in una metropolitana di superficie, con corse a orario cadenzato ogni 20 o 30 minuti dalle 5 di mattina alla mezzanotte. Un servizio efficiente ed efficace, che non ha incontrato nessun intoppo. Trasporto pubblico puntuale, quindi. Peccato che a Giochi finiti non sia ancora arrivato il pagamento. Lo Stato cioè non ha versato nelle casse della Regione le cifre che erano state stanziate. E la Regione, di conseguenza, non ha potuto versare nulla alla Provincia di Belluno, e di conseguenza a Dolomiti Bus. Che quindi resta a secco, ma deve pur pagare le ditte subaffidatarie che hanno messo in campo i loro mezzi e i loro autisti.