Sono due giorni che il dibattito pubblico ruota intorno alla domanda: ma se avesse vinto il sì, Meloni avrebbe preteso le dimissioni di Delmastro Bartolozzi e Santanchè? Tempo sottratto allo studio di un asteroide, alla ricerca microbiologica, all’estetista. Tempo perso, direi consapevolmente in favore di audience, per il gusto di continuare a discutere come prima: come se fosse ancora in campagna elettorale, come se gli italiani non avessero già votato, come se la Costituzione non fosse stata salvata dai ragazzini. La risposta è naturalmente no. No, nessuno si sarebbe dimesso, né del resto nessuno ha accolto di buon grado l’invito a farlo se non fosse che Meloni ha deciso di fare il lifting di Pasqua: un’operazione estetica per tirare su la faccia caduta del governo. Sono stati obbligati, persino per scritto. Se ci fosse bisogno di una controprova, non serve ma eccediamo: Santanchè è sotto accusa da quattro anni per una serie di reati che contemplano tra gli altri la truffa aggravata all’Inps (concentriamoci: una ministra in carica accusata di aver reso soldi in modo illecito dall’istituto pubblico che eroga le pensioni). Quattro anni. Però, l’urgenza delle dimissioni è adesso. Delmastro è passato indenne da una condanna per rivelazioni di segreto d’ufficio (vi ricordate quando divideva l’appartamento romano con Giovanni Donzelli, e gli raccontava la mattina a colazione le conversazioni intercettate in carcere fra detenuti?), dalla festa di Capodanno con spari di pistola in cui rimase ferito il parente di un suo agente di scorta. Sarebbe passata sotto silenzio anche la società con una diciottenne proprietaria di un ristorante, che volete che sia: una svista. Una leggerezza, aveva detto la premier alla vigilia del voto, questa sarebbe stata la linea: una leggerezza. Del resto, come poteva sospettare? L’Italia pullula di neomaggiorenni titolari di un locale. Leggo che a Mar-a-Lago, a casa di Trump, ha vinto le elezioni suppletive una deputata dem. Periodaccio, anche per gli amici.
Le dimissioni non le avrebbero mai date
Un’urgenza inaspettata dopo anni di silenzio










