Che Via Crucis: la Meloni chiede le dimissioni della Santanchè da ministro. Lei resiste ma poi, rimasta sola, lascia in polemica: «Il mio certificato penale è pulito, non voglio essere il capro espiatorio però dico: “Obbedisco”». La sfida del governo adesso è risorgere dopo giornate di passione...
«Chi sbaglia, paga». Avrebbe dovuto essere lo slogan della campagna referendaria, per spiegare che anche i magistrati che commettono errori devono risponderne. Ma dopo il No alla riforma della giustizia «chi sbaglia, paga» è la nuova parola d’ordine di Giorgia Meloni, la quale si sarebbe sfogata con i principali collaboratori, dicendo di non essere più disposta a coprire nessuno. Succede spesso all’interno di un gruppo che il capo si assuma le responsabilità dei sottoposti, difendendoli a spada tratta. Ma dopo la sconfitta del 22 e 23 marzo, il presidente del Consiglio ha capito che serve maggiore rigore, perché nei prossimi mesi la maggioranza si giocherà tutto, in particolare la possibilità di rivincere le elezioni.
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Prosegue la volatilità sui mercati dell’energia, nel flusso di notizie contrastanti sull’andamento della campagna militare e su possibili sforzi diplomatici. Ieri le quotazioni hanno subito una correzione, con cali marcati sia per il greggio sia per la benzina, sulla scia delle aspettative di una possibile apertura diplomatica tra Stati Uniti e Iran.











