La generazione Z ha votato in massa per bocciare la separazione delle carriere. Intanto, sempre nella stessa fascia d'età, appena un quinto del totale ha un'occupazione stabile mentre tra il 2019 e il 2023 190mila "cervelli" hanno deciso di andare via dal Paese. «Non lo so se nel loro voto c'è un'espressione di malessere nota Lucia Aleotti, vicepresidente di Confindustria e membro del cda del gruppo Menarini Sicuramente questo voto è l'espressione di interesse verso un tema che sta a loro cuore. L'errore che si fa spesso in questo Paese è realizzare politiche per i giovani con l'approccio, la mentalità delle persone mature. E si dimentica una cosa molto semplice: i ragazzi vogliono essere coinvolti e hanno bisogno di vedere una prospettiva di vita nel breve o nel medio termine. E questo vale nella cosa pubblica, nel lavoro, nel loro ruolo all'interno delle imprese».

Vicepresidente Aleotti, oggi Confindustria presenterà il Rapporto di previsione di primavera del suo Centro studi. Tra scenari di guerra e l'IA che rivoluziona il lavoro, quali sono le prospettive per gli under24?

«I giovani sono le nostre terre rare. La parola d'ordine in questa fase è incertezza. E per questo dobbiamo fare in modo che siano al centro di un progetto che li renda entusiasti di rimanere nel nostro Paese. In questa direzione bisogna lavorare su tre fronti».