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Ultimo aggiornamento: 18:39

Non solo il trionfo del No è stato trascinato da giovani e studenti. Il referendum sulla giustizia segna il ribaltamento anche di un altro stereotipo italiano. Le Ztl delle grandi città sono schierate per il Sì. Dalla lettura dei risultati sezione per sezione, infatti, viene fuori un quadro abbastanza evidente. In tutti i capoluoghi di regione vince il No, anche in quelli amministrati dal centrodestra o nelle tre regioni (Lombardia, Veneto e Friuli Venezia-Giulia) dove i favorevoli alla riforma hanno superato i contrari. Nonostante questo, però, nei quartieri più ricchi della città sono i Sì a prevalere.

Un elemento che accomuna quasi tutte le metropoli italiane. E che è anche visivamente percepibile nelle mappe elaborate da Gabriele Pinto, economista e data scientist, sovrapponendo i dati del Viminale sui seggi elettorali alla geografia delle principali città italiane : il blu rappresenta il vantaggio del Sì, mentre le gradazioni di viola il vantaggio del No fino all’arancione e il giallo, con i contrari sopra il 60%.

Nella Capitale, ad esempio, il centro storico e la zona dei palazzi della politica segnano un vantaggio dei Sì, così come ai Parioli. Negli altri rioni di Roma e nelle periferie è invece il No a passare in vantaggio, con percentuali anche molto elevate. E i confini stradali o fisici, come il Tevere, segnano un punto di passaggio, un confine tra il vantaggio del Sì e quello del No. Stesso discorso per Milano. Qui addirittura è geometricamente racchiusa nella prima cerchia, quella del centro storico e dell’Area C, la zona dove gli elettori si sono espressi in maggioranza a favore della riforma. Gli altri quartieri e le periferie però spingono il No che, in totale, nell’intera città supera così il 58%.