In Umbria la Generazione Z — chi oggi ha tra i 13 e i 28 anni — non è un orizzonte lontano, ma un motore reale dell'economia regionale.

I dati più recenti raccontano una realtà che sorprende: i giovani umbri studiano e lavorano più della media nazionale.

Il tasso di disoccupazione per la fascia 15-29 anni è sceso al 12,4% nel 2024, contro il 14,7% dell'Italia, mentre il tasso di attività — ovvero quanti lavorano o cercano lavoro — è salito al 71,5%, superando sia la media del Centro (70,6%) sia quella nazionale (66,6%). Ma non è solo una questione occupazionale. Il vero salto riguarda la formazione: l'Umbria cresce nella qualità e nella quantità degli studi, segnando risultati di rilievo anche nel confronto con le regioni più forti.

Secondo l'indagine del Centro Studi Tagliacarne - Unioncamere (settembre 2025), diffusi dalla Camera di commercio dell'Umbria, la provincia di Terni è terza in Italia su 107 province per percentuale di immatricolati all'università rispetto alla popolazione di 19 anni (quindi tra coloro che su diplomano): un 69,3%, a fronte di una media nazionale inferiore al 50%. È un balzo di quasi trenta posizioni in un solo anno. Anche Perugia si colloca nella fascia alta della graduatoria, confermando una propensione strutturale allo studio e alla formazione post-diploma. Entrambe le province presentano una quota di popolazione 25-49 anni con al più la terza media tra le più basse del Paese (Terni è 12/a), segno di un capitale umano istruito e in crescita. Inoltre, quasi un terzo dei giovani universitari umbri sceglie discipline Stem — Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica — percentuale superiore alla media italiana e in linea con i territori più industrializzati.