L'innovazione digitale in Umbria continua a mostrare un ritardo quando la si misura con i parametri più classici, ma non quando si parla di giovani.
Nel precedente report della Camera di commercio era emerso che la quota di imprese che innovano nel digitale è inferiore alla media italiana di 5,8 punti percentuali; ancora più marcato il divario sull'intensità degli investimenti (tecnologia, organizzazione e modelli di business), dove il gap arriva a -9,7 punti.
È un dato che pesa, perché descrive la capacità di trasformare il digitale in produttività. Eppure, guardando dove l'innovazione si alimenta di linguaggi, piattaforme e competenze diffuse, spesso più vicine ai giovani, la fotografia si fa meno scontata. Due indagini realizzate con la collaborazione della Camera di commercio dell'Umbria mettono in fila gli indizi. La prima, di Infocamere con il coordinamento scientifico dell'Università di Padova, misura l'espansione dell'economia dei Digital Content Creator. La seconda, Dataview - Il barometro dell'economia territoriale di Unioncamere-Istituto Guglielmo Tagliacarne, osserva le start-up innovative nelle due province umbre. Insieme raccontano un territorio che produce nuova imprenditorialità digitale, ma che fatica ancora a tradurre una parte di quel potenziale nel canale, più stretto e costoso, delle start-up innovative "certificate".






