Dal plebiscito di Casalecchio, dove i voti per il No hanno doppiato quelli per il Sì, alla vittoria dei favorevoli alla riforma Nordio di Monghidoro, dove i Sì hanno prevalso per soli 34 voti. Il referendum sulla riforma costituzionale è stata una sfida a tutto campo in provincia di Bologna, con Comuni che sono andati “controcorrente” rispetto alla tendenza della provincia nel suo complesso (Gaggio Montano, Castel D’Aiano e Camugnano) e altri che hanno scelto una strada diversa rispetto a quella imboccata alle ultime amministrative. La vittoria complessiva del No a livello provinciale (63,62%) è un risultato che si compone di moltissime sfumature.
Ci sono state vittorie nette del No in roccaforti prima del Pci e poi del centrosinistra come San Lazzaro di Savena (61,84%), Casalecchio di Reno (66,29%), Marzabotto (62,63%), Zola Predosa (63,86%), Castenaso (64,80%) e Granarolo dell’Emilia (62,75%). Una vittoria significativa del No è stata registrata anche a Imola, il secondo Comune della Provincia per numero di abitanti: con un’affluenza del 69,37% la riforma è stata bocciata dal 62,71% degli elettori. In alcuni Comuni della Città metropolitana le preferenze degli elettori sono andate in direzione opposta rispetto al colore politico dell’amministrazione locale.










