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Domenica in Francia il Partito Socialista ha vinto nelle quattro principali città in cui si teneva il secondo turno delle elezioni locali: Parigi, Marsiglia, Lille e Lione. Nelle prime tre l’ha fatto senza allearsi con i candidati della France insoumise (LFI), il partito di estrema sinistra che negli ultimi mesi ha adottato posizioni sempre più radicali, a causa delle quali i Socialisti avevano rifiutato di stringere un’alleanza nazionale, pur permettendo quelle locali. In altre città in cui queste alleanze sono state fatte però le coalizioni di sinistra hanno perso, come a Tolosa, Poitiers, Limoges e Tulle.

Questo è stato un duro colpo per La France insoumise, che non ha potuto dimostrare di essere essenziale per far vincere la sinistra, anzi. Di questi risultati, e dell’alleanza fra sinistra ed estrema sinistra, si continuerà a parlare nei prossimi mesi con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali del 2027.

Le vittorie più importanti dei Socialisti sono state quelle di Parigi e Marsiglia, entrambe già governate dalla sinistra, ma tutt’altro che scontate. A Parigi, dove i Socialisti governano da 25 anni, il candidato Socialista Emmanuel Grégoire ha battuto con il 50,5 per cento dei voti la candidata dei Repubblicani, Rachida Dati, che era stata sostenuta sia dal centrodestra che dall’estrema destra. Grégoire ci è riuscito dopo aver rifiutato la proposta di alleanza della candidata di LFI Sophia Chikirou, una scommessa che non era sicuro di vincere, dato che complessivamente i voti di destra e centrodestra al primo turno superavano i suoi.