PADOVA/VICENZA - Clonavano le carte carburante di chi andava al distributore per fare rifornimento, utilizzando un sofisticato sistema formato da un dispositivo skimmer e da microtelecamere. Poi, a spese delle aziende e dei titolari delle carte stesse, prelevavano litri e litri di gasolio. Il sospetto è che poi lo rivendessero, ottenendo un sostanzioso guadagno illecito. È questo il quadro accusatorio che la Procura di Padova muove a otto uomini (sette cittadini moldavi e uno romeno) oggi indagati.

L'indagine è partita quando il gestore di una pompa di benzina del Vicentino ha segnalato ai carabinieri una serie di erogazioni anomale di carburante, sempre molto ingenti ed effettuate sempre di notte. Monitorando la situazione i militari hanno scoperto che in quello e in altri distributori delle province di Vicenza e Padova erano stati installati sulle colonnine per il pagamento automatico dei dispositivi per clonare le carte carburante. In particolare delle micro telecamere per registrare i pin digitati dai clienti e degli skimmer (un dispositivo che legge e copia i dati della banda magnetica quando si inserisce la carta nella fessura per pagare).

In questo modo, ottenuti i dati, era poi possibile procedere con altri prelievi di gasolio, che andavano in conto ai titolari delle carte carburante clonate, ossia aziende e privati cittadini.