Hanno braccia, mani, gambe, cervello... Ecco come l’intelligenza artificiale sta trasformando i robot in maggiordomi capaci di rispondere alle richieste più complesse, assistenti tuttofare, persino “amici” per anziani o bambini. Puliscono, svuotano la lavastoviglie in 4 minuti, ti portano una mela se hai fame, piegano il bucato. Ma non sanno sorridere: per ora

di Pier Luigi Pisa

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Quando si parla di intelligenza artificiale, il mondo sembra oscillare tra entusiasmo e inquietudine. In molti si chiedono: ci ruberà il lavoro? È una domanda a cui nessuno, oggi, può rispondere con certezza. Eppure le previsioni si rincorrono spesso con toni radicali e apocalittici. Mustafa Suleyman, responsabile dell’Ai di Microsoft, ha recentemente affermato che gran parte delle attività svolte dai colletti bianchi potrebbe essere automatizzata nei prossimi 12-18 mesi. Avvocati, contabili, ingegneri vengono indicati tra le professioni più esposte. Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic – una delle società più influenti nello sviluppo dell’Ai – prevede che entro cinque anni potrebbe scomparire fino al 50% delle posizioni junior. Il dibattito attraversa uffici, conferenze e piattaforme social come LinkedIn. Ma in ambito domestico il clima è diverso.