Dimentichiamo per un momento l’immagine del maggiordomo umanoide che ci serve il caffè mentre leggiamo il giornale. La vera rivoluzione robotica non farà rumore, non avrà sembianze cinematografiche e probabilmente non la chiameremo nemmeno “robot”. Sarà una trasformazione silenziosa, diffusa e progressiva, che cambierà il modo in cui viviamo e lavoriamo attraverso un ecosistema di tecnologie intelligenti. Ne parliamo con Gianluigi Ballarani, docente dell’Università di Pavia ed esperto di digital marketing, per capire cosa ci aspetta davvero.

«Se guardiamo al mondo del lavoro», spiega Ballarani, «la domanda non è se gli assistenti automatici diventeranno normali. Lo sono già». Nei magazzini della logistica globale, nelle fabbriche manifatturiere, negli ospedali, robot mobili autonomi spostano merci, collaborano con i tecnici, ottimizzano flussi produttivi. I cosiddetti cobot lavorano fianco a fianco con le persone. Sistemi di intelligenza artificiale pianificano turni, prevedono guasti, migliorano l’efficienza. La novità non è solo l’automazione, ma l’adattività. «Questi sistemi non eseguono più soltanto istruzioni rigide», sottolinea. «Apprendono dai dati, si adattano ai contesti, prendono decisioni in ambienti complessi. È l’integrazione tra robotica e IA generativa che sta cambiando scala al fenomeno».