Pomeridiana alla Scala di Milano dedicata a giovani e anziani. Entusiasmo e applausi scroscianti. Perché non si può resistere all’energia scatenata di “Minus 16”. È il pezzo conclusivo, dell’israeliano Ohad Naharin, di un “Trittico” che più articolato di così non si può, proprio per la capacità di fornire una ampia panoramica sulla danza contemporanea. Allineando tre nomi di prima grandezza: Wayne McGregor, Jean-Christophe Maillot e appunto Naharin. Con Tre titoli che sono una novità per la compagnia milanese. “Chroma”, “Dov’è la luna” e “Minus 16”.

“Chroma” è un lavoro che nel 2006 McGregor ha realizzato per il Royal Ballet. Scena bianca con un grande rettangolo in rilievo che nello scorrere del pezzo trascolorerà sino al nero. Costumi semplici per tutti color sabbia, gesti tipici del coreografo anglosassone. Una forza racchiusa in movimenti estremi, tesi sino all’inverosimile alternati a situazioni in cui i corpi paiono muoversi morbidamente. Il tutto su una musica di Joby Talbot. È pura astrazione che scorre parallelamente alla composizione o c’è un tentativo di narrazione per i dieci danzatori (quattro ragazze e sei giovanotti)? “Ho voluto esplorare la fisicità e il potenziale del corpo nel comunicare senza confini lavorando sulla velocità e sulla dinamica” afferma il coreografo.