Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 11:29

Il Festival di Caracalla 2025 si è chiuso in grande stile con un trittico di alto livello, che ha riscosso un vivissimo e meritato apprezzamento.

Lo spettacolo Bausch/Béjart/Wheeldon unisce tre autori diversi, ma uniti da una affine concezione simbiotica tra musica e danza, come è stato sottolineato da diversi critici. Lunghissimi applausi per il corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma diretto da Eleonora Abbagnato e i suoi solisti, soprattutto per le étoiles Rebecca Bianchi, Susanna Salvi, Alessio Rezza, dei primi ballerini Federica Maine, Marianna Suriano, Claudio Cocino, Michele Satriano.

Si inizia con Within the Golden Hour di Christopher Wheeldon, costruito su sei momenti musicali del compianto Ezio Bosso e nel finale su l’Andante del Concerto in si bemolle maggiore di Antonio Vivaldi (su musiche registrate dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, con direttore Carlo Donadio, violino solista Vincenzo Bolognese, viola solista Koram Jablonko): “una serie di piccoli dipinti o schizzi ispirati dalla musica”, nelle parole del coreografo ed ex ballerino britannico, ispirato da evidenti suggestioni felliniane.