“Dance First” è ancora il claim di Torinodanza, in questa nuova edizione del festival nato nell’estate del 1987 nel cuore del Parco Rignon. Da otto anni lo dirige Anna Cremonini (prima di lei, anche Maurice Béjart) con la cura del Teatro Stabile di Torino. Più breve – un mese tondo, dal 5 settembre al 5 ottobre – ma denso di appuntamenti il cartellone, focalizzato come sempre alle Fonderie Limone di Moncalieri, e allargato al Teatro Carignano, alla Casa del Teatro e (per la prima volta) al Grattacielo Intesa San Paolo. In tutto, 32 spettacoli con 15 compagnie internazionali, un’anteprima mondiale, 7 prime nazionali e 6 coproduzioni. «Abbiamo voluto proseguire nel solco della tradizione – spiega la Cremonini – guardando alla dimensione internazionale della manifestazione, con la volontà di esplorare la varietà di generi e forme per promuovere la danza italiana».

Gli ospiti internazionali

I più grandi nomi inaugurano e chiudono il calendario: Sharon Eyal in apertura, i Peeping Tom al congedo. L’inaugurazione è al Teatro Carignano, venerdì 5 e sabato 6 settembre alle 20,45 e domenica 7 alle 18. Il lavoro s’intitola “Delay the Sadness” ed è in scena con la S-E-D – Sharon Eyal Dance, che la coreografa israeliana ha fondato insieme con il compagno Gai Behar. A lungo la musa della Batsheva Dance Company, la Eyal (che non ama parlare di sé o della situazione politica) da tempo si è trasferita a Parigi, dove quest’anno è stata scelta come prima artista in residenza, nell’ambito di “Symbiosis”, nuovo programma del Palais de Tokyo. Lì è nata l’idea dello spettacolo, che ha poi preso vita qualche settimana fa ad Orsolina28, il centro fondato nel Monferrato da Simony Monteiro. In continuità con gli ospiti del passato – tra i tanti, negli anni più recenti Sibi Larbi Cherkaui, Damien Jalet, Dimitris Papaioannou – il programma propone molte novità, come Saïdo Lehlouh con una visione nuova della break dance, ma anche la Rambert, tra le più note compagnie britanniche, impegnata nel repertorio di (La)Horde, il collettivo francese più irriverente e anticonvenzionale. Spazio poi ai greci. Ioannis Mandafounis, direttore della Dresden Frankfurt Dance Company di Forsythe, va in scena con la prima nazionale di “À la carte”, tentativo gioioso di costruire la coreografia sul palco insieme al pubblico.