Ventidue straordinari danzatori, una musica che trascina, una scenografia che incanta. Uno “Schiaccianoci” di superlusso è andato in scena al Teatro Valli di Reggio Emilia (dopo Modena) “per la gioia dei grandi e dei piccini” come si diceva una volta. Una joint venture che vede insieme la coreografia di Mauro Bigonzetti, i danzatori della MM Dance Company di Michele Merola, la videoscenografia di Carlo Ceroli ed ente produttore principale il Lac , Lugano Arte e cultura. E per una volta tanti mezzi sono ben impiegati: il Lac lo presenterà durante le festività natalizie ancora per i prossimi quattro anni. Mentre l’organizzazione ha intenzione di proporlo ai molti e attivi, teatri di tradizione della Emilia Romagna Felix

Per Bigonzetti , nostro coreografo di punta, romano, un grande carnet di lavori al suo attivo, per un breve periodo direttore del ballo alla Scala, un linguaggio classico contemporaneo, era la prima prova con un classico ottocentesco. Alla Scala aveva fatto una “Cenerentola” di Prokofiev, che è 900, con Bolle e Polina Semionova.

Bigonzetti decide di mantenere il plot originale, natalizio, del balletto, con qualche piccolo aggiornamento e costumi contemporanei. I personaggi ci sono tutti. Drosselmeyer (Fabiana Leonardo) più che un mago è una danzatrice stretta in costume nero. Poca magia, ma lavoro di cucito per realizzare il bambolotto schiaccianoci che regala a Clara (Giorgia Raffetto). Manca la Grossfatertanz, e l’ambientazione Biedermeier, i protagonisti sono gli ospiti di una casa borghese di oggi che si preparano alle feste mentre una schiera di cuochi lavora al pranzo natalizio. E saranno loro, non i soldatini, a ingaggiare la battaglia con i topi che qui hanno lunghe pellicce dotate di code. Non mancano i fiocchi di neve e grandi valzer che Bigonzetti affida all’intera compagnia abbigliata con piacevoli gonnelle. Fritz (Giuseppe Villarosa) si muove su una macchinina a pedali e sarà presente anche nel secondo atto. Dove la fantasia dei creatori si scatena. Ognuna delle danze del divertissement è l’occasione per i costumisti (Lois Swandale e Kristopher Millar) di dare il meglio di sé: Bigonzetti ama considerarle cartoline coreografiche dal mondo