Al grido di meno femminismo e più femminilità, la destra americana sta promuovendo la magrezza come valore estetico e morale. Rendendo quasi peccaminosi i chili di troppo

di Francesca Ferri

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La nuova estetica conservatrice passa dal corpo. È magro, levigato, disciplinato. Indossa il quiet luxury, sfoggia la clean girl aesthetic, ostenta la Mar-a-Lago face – pelle abbronzata, zigomi scolpiti a colpi di filler e capelli tinti – e trasforma la magrezza in un credo politico prima ancora che estetico. “La cultura della bellezza mainstream negli Stati Uniti è da tempo ossessionata dalla taglia XS. Ma con il ritorno di Trump alla Casa Bianca – e complice la diffusione dell’Ozempic – l’attenzione per i corpi esili si è ulteriormente intensificata. La destra ha sempre privilegiato la conformità di genere e, per le donne in particolare, promuovere una forma fisica impeccabile diventa un modo per tenerle concentrate sull’aspetto esteriore più che sulla mente”, sostiene Jessica Grose, opinionista del New York Times.

Quando tutto è politica, il corpo femminile diventa un campo di battaglia. E la magrezza, associata alla salute e al benessere, è un terreno di cui si è appropriata la cultura conservatrice, oggi dilagante in mezzo emisfero. Lo conferma la wellness influencer Alex Clark che, con la sua visione esplicitamente associata al Make America Healthy Again (Maha) – versione dell’estetica Maga applicata a benessere, sport e medicina alternativa – durante l’ultimo Young Women’s Leadership Summit in Texas ha dichiarato: “Siamo onesti, guardatevi intorno: essere conservatori non è mai stato così sexy. Meno Prozac, più proteine. Meno burnout, più bambini. Meno femminismo, più femminilità”.