Sempre più al centro dell’attenzione e dell’attrazione, la forma desiderata è cambiata. Più asciutto e tonico, si scolpisce oggi con yoga e pilates. E si rimodella con trattamenti non chirurgici
di Olga Noel Winderling
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Tra gli eventi più attesi dell’ultima Milano fashion week, la sfilata di Gucci si è chiusa con il cameo di Kate Moss: un abito nero, casto davanti e vertiginosamente aperto sulla schiena, che lasciava intravedere un perizoma gioiello, riportando il lato B al centro della scena. Ma non si tratta più di quello iper-costruito dell’era Kim Kardashian negli anni Dieci: oggi piace asciutto, compatto, allenato. Un’estetica che passa anche da discipline dolci e mainstream come lo yoga e il pilates: quest’ultimo, in particolare, risulta tra le attività fitness più prenotate al mondo da tre anni consecutivi sull’app ClassPass, con un aumento delle iscrizioni del 66% nel solo 2025 rispetto all’anno precedente.
Lo stesso cambio di paradigma attraversa la medicina estetica: se negli Stati Uniti gli interventi su glutei e dintorni sono in crescita, in Italia non c’è stato un vero boom. Ma il chirurgo plastico ed estetico Marco Iera conferma che anche qui è cambiato il modello di riferimento. In particolare: “Si è passati dall’idea dell’aumento a quella del rimodellamento. Di conseguenza, le protesi sono meno richieste rispetto al passato”. Cresce invece la domanda di azioni mirate, come liposcultura e liposuzione. “Non si tratta solo di ridurre, ma di ridisegnare: lavorare sulle proporzioni, migliorare la forma, rendere il profilo più armonico”. Il risultato ideale, insomma, non è più un lato B importante che ammicca alle bellezze afro o latine, ma quello “definito e coerente con il resto del corpo”: possibilmente magro e tonico, in uno slancio di perenne giovinezza.






