La metaniera russa Arctic Metagaz danneggiata alla deriva senza equipaggio nel Mediterraneo da oltre due settimane, rischiando un grave disastro ecologico, si trova a quattro-sei giorni dalle coste libiche, ha dichiarato oggi il portavoce della Protezione Civile italiana, Pierfrancesco Demilito. Il quale afferma che a bordo di trovino, come combustibile, - 450 tonnellate di olio pesante e 250 tonnellate di diesel oltre a una quantità sconosciuta trasportata di gas, che potrebbe essersi parzialmente disperso.

Secondo il ministero dei Trasporti russo, l’Arctic Metagaz, che trasportava Gnl dal porto artico di Murmansk, è stato colpito dai droni della marina ucraina. Kiev non ha rivendicato la responsabilità di alcun attacco del genere.

La metaniera si trova attualmente in acque internazionali Sar (Search and Rescue) che rientrano nella zona di ricerca e salvataggio della Libia, a circa 53 miglia nautiche (98 chilometri) a nord della capitale Tripoli, ha detto il portavoce.

In base ai venti prevalenti in direzione sud e alle correnti marine - supponendo che non cambino - potrebbero volerci “quattro, cinque o sei giorni, più o meno”, perché la nave raggiunga la terra libica, ha detto Demilito.